spazio alla luce

“AAA consiglio cercasi! Ho visto una casa da comprare, mi piace molto soprattutto perché è luminosa, però appena si entra ho un senso di oppressione per la presenza di un corridoio. Potresti indicarmi una soluzione per dare un taglio moderno a questo spazio e sfruttare al massimo la luce? Confido nel tuo soluzionare per capire se portare a termine la trattativa ;)”

statoFattoCiao AAA, l’obiettivo principe è trasformare il difetto in un pregio (che se diventasse l’obiettivo in tutto ciò che facciamo sarebbe bellissimobellissimobellissimo!).

La luce e lo spazio già da un po’ di tempo sono diventati elementi essenziali alle attuali tendenze abitative, dove il “soggiornare” diventa esteso e assorbe il salotto, la sala da pranzo, la cucina e anche lo studio che con le nuove attrezzature tecnologiche di cui tutti disponiamo, può essere collocato in ogni posto della casa dove ci sia una seduta, e un divano che diventa sempre più il luogo adatto allo scopo (e anche, causa della “divanite“ sempre più acuta, ma a pensarci bene: che mondo sarebbe senza…divano!)

Vediamo il percorso e la soluzione progettuale:

  • problema P – piccoli spazi e ingresso non luminoso.
  •               dati D – tre aperture sulla parete esterna verso il balcone
  •                          –  parete con scarico per cucina già predisposto.
  • analisi dati AD – individuare quali sono le zone dell’AREA GIORNO e organizzarle in
  •                             – ZONA RELAX
  •                             – ZONA CUCINA
  •                             – ZONA COLAZIONE
  •                             –  ZONA PRANZO
  •                             – ZONA RIP/DISPENSA

Attualmente ci sono quattro spazi: un ingresso con corridoio di mq 6.6, un ripostiglio di mq 1,70, un soggiorno di mq 13,00 e una cucina di mq 8,00 circa, che distribuiamo in maniera diversa per dare ariosità all’ambiente.

  • eliminiamo il ripostiglio che sarà sostituito da contenitori,
  • la zona cottura verrà posta alle spalle della parete che ha già lo scarico,
  • e nella parete esistente andiamo a predisporre il posto per la tv,
  • allunghiamo di poco la parete del ripostiglio per poter alloggiare un vetro scorrevole per separare la zona notte e per collocare un grande divano che può stare benissimo sotto la finestra senza nessun problema.
  • la zona per il pranzo per come è disposto il tavolo favorisce di poter allungare agevolmente il tavolo quando occorre.
  • una serie di contenitori della stessa linea dei mobili da scegliere per la cucina saranno i contenitori per la dispensa e per poter alloggiare l’occorrente per la pulizia della casa, anche se l’appartamento dispone di un altro ripostiglio.

prog+ARREDI_

Il risultato finale sarà l’opposto di quello attuale: la protagonista assoluta diventerà La Luce che in maniera quasi egocentrica riempirà lo spazio che si è amplificato (è diventato, accorpando il tutto, circa mq 30). Infatti le due aperture sono le aperture principali e immediatamente percepibili dall’ingresso. Mentre la cucina è un po’ ritirata, e dispone dell’altra apertura direttamente collegata al balcone. Per poter utilizzare agevolmente la zona cottura ed evitare l’ingombro dell’infisso quando si apre nelle belle stagioni, si potrebbe sostituire con uno scorrevole.

Naturalmente un’attenta analisi dei costi rende l’operazione parecchio realistica. AAA, a te la scelta  e lo stimolo per altre soluzioni, buon tutto.

sempreordinecercando

Cara architetta, ti scrivo per  sottoporti il mio problema, lo spazio e svelarti il mio sogno: l’ordine. Partiamo dalla cucina. Mi aiuti a soluzionare il problema, ormai perenne, di essere seppellita da pacchi di pasta, barattoli, se tento di prendere qualcosa dagli stipatissimi armadietti della cucina, o di tirare fuori tutta la batteria da cucina per prendere una pentola? Come evitare che la mia cucina sembri un mercato con la frutta lasciata nei “cartoni” perché non ho lo spazio per sistemarla? Potrei continuare con altri esempi di caos e non solo relativi alla cucina. Confido nel tuo aiuto.  A presto Sempreordinecercando”

Gentile Sempreordinecercando, grazie per la fiducia concessami! Ti ricordo, ma lo dico più per me, la prima regola: sbarazzarsi del superfluo e imparare a tenere le cose che veramente utilizziamo e, quando acquistiamo oggetti nuovi, sostituirli e non ammassarli. Ma questo è solo un pro_memoria.

La prima cosa da fare per recuperare e generare altro spazio (perché non possiamo ingrandire la cucina a meno che decidiamo di utilizzare una porzione di pianerottolo condominiale o costruiamo un solaio sul cortile, che sarebbe la scelta più intrigante) è quella di utilizzare l’unica parete dove è poggiato il tavolo. Quindi sostituire il tavolo e inserire una dispensa/contenitore.ST ATT PLAN 1

Per non rinunciare completamente al tavolo come piano d’appoggio o per la prima colazione o comunque al rito che il tavolo porta con sé, si può inserire, o un ripiano che fuoriesce a sbalzo dalla base del contenitore o un tavolo più piccolo e/o con ruote per poterlo facilmente spostare perché poggiato davanti ad un anta della dispensa. Al posto delle sedie che hanno un ingombro maggiore, ci saranno  sgabelli poco ingombranti e impilabili. SOLUZIONE_PLAN 2

La dispensa/contenitore avrà una profondità di 32cm, per intenderci lo stesso spessore dei pensili dove si ripongono i piatti.  Come si vede dall’immagine ci sono due ipotesi:

  • la prima è di un contenitore unico a tre ante, completamente chiuso che asseconda il sogno dell’ordine, perché è privilegio dei contenitori chiusi;sol2ps
  • la seconda ipotesi, invece tiene conto dell’esigenza di avere piani di appoggio. Quindi base e pensili integrati col ripiano che diventa tavolo.

sol1ps

Se fosse casa mia senza pensarci un attimo sceglierei l’ipotesi col ripiano, ma date le premesse della sig.ra Sempreordinecercando il contenitore completamente chiuso esaudisce, al di qua dell’anta, il sogno dell’ORDINE.

il nome degli oggetti

Anna G, Mary Biscuit, Bunny & Carrot, la lampada Tizio, il letto Nathalie, Mr Meumeu, Juicy Salif, Tolomeo, Ganimede, ….. sono i nomi propri con cui si identificano gli oggetti di design  (siiiiiiii, vabbè, cominciamo? Quelli sono cose per soli architetti e designers, costosi e anche inutili!  direbbe l’alter ego di un mio “carissimo amico”*!!!). A parte l’Amico del mio Amico, con la parola DESIGN parecchio usata e forse anche fraintesa, s’intende: progettare con metodo. Affrontare, modificare, migliorare e adattare i vari bisogni, tenendo conto della “funzione, dell’utilità, dell’usabilità e della facilità di comprensione”, come ad esempio un contenitore più pratico.  Questi oggetti che tanto mi affascinano e mi ammaliano hanno in sé e  rappresentano tutto quello che di straordinario c’è dietro: il problema, l’idea, il progetto, la soluzione, tutto sostenuto con metodo e, cosa non indifferente, la volontà di realizzarla.  “Venuto al mondo” l’oggetto ha bisogno di un nome “proprio”, come i nomi di persona, di città, dei mari e degli alberghi, al punto, dice Donald A. Norman in Emotional Design, da avere una personalità come la biscottiera in resina termoplastica colorata che si chiama Mary Biscuit perchè la sua forma rimanda alla funzione;Senza titolo-1 come il cavatappi AnnaG che anche se maschio ha un nome e una forma che evoca la figura femminile e, con la sua personalità è diventata quasi un’icona dell’azienda Alessi. (Ma stai pubblicizzando l’azienda????? – No! Ne sono affascinata ed è un mondo che va raccontato!).

Anche l’IKEA col suo design democratico attribuisce i nomi agli oggetti, nomi finlandesi che per noi sembrano tutti uguali e dal suono ignoto, ma sempre nomi propri sono! Loro, gli oggetti IKEA, per svariati motivi di strategia d’impresa si ritrovano inseriti in ogni ambiente delle nostre case mostrando la loro personalità quasi estroversa!

Queste considerazioni mi hanno sempre incuriosita come i nomi degli indiani nelle tribù, colpa di BallaCoiLupi, di AlzataConPugno e di VentoTraICapelli!

Concludo con una domanda: perché gli oggetti maschili si chiamano coi nomi femminili?

*Il mio amico Andrea che parla di crescita personale EfficaceMente e PraticaMente ha un alter ego che lo bacchetta e lo smonta ogni qual volta il tono o meglio il gioco si fa duro! E, a furia di leggerlo e rileggerlo il suo alter ego si è imparentato col mio! 😉

cambiare casa e ri_utlizzare gli arredi

ale 01_incorniciato

Tempo fa (giusto il tempo per una nipote di raggiungere l’adolescenza!), abbiamo acquistato dalla Flou, Alexander che è una testata attrezzata adattabile ad ogni letto disegnata da Vico Magistretti nel 1995 e non più in catalogo dal 2001. “La testata ha la struttura portante realizzata in massello di ciliegio americano, con diversi elementi in multistrato: mensole, cassettiere amovibili con due cassetti e in due larghezze, piani di appoggio girevoli regolabili sulla lunghezza con forma a quarto di cerchio”. La struttura, per meglio esprimere la sua grandiosità, richiede attorno al letto grandi spazi, che avevamo al momento dell’acquisto, ma successivamente dopo aver cambiato casa lo spazio ridotto della nuova camera da letto, ha evidenziato problemi e fatto nascere nuove esigenze. Per prima cosa, non volevo rinunciare  a s s o l u t a m e n t e  alla struttura, (micieroaffezionata, ma questa è un’altra storia!) e poi, erano necessari i comodini, e i libri che abitavano la struttura, erano rimasti senza una collocazione, in pratica il desiderio e la voglia di avere la botte piena e la moglie ubriaca!  Quindi non potendo ri_inserire Alexander per come era stato progettato e alla luce del nuovo bisogno ricerco la soluzione.

schema 2

PROBLEMA:  

  • non disfarsi della struttura.
  • bisogno dei comodini.
  • utilizzare le due cassettiere amovibili.
  • poter riporre i libri.

PROGETTO DI SOLUZIONE:

  •  gli appoggi girevoli a forma di quarto di cerchio diventano comodini togliendo le ruote,  aggiungendo supporti in metallo e sovrapponendo le cassettiere amovibili.
  •  le 5 mensole dopo giusti tagli e apposite proporzioni, si trasformano in una libreria verticale a due profondità.

Succede sempre che “Da Cosa Nasce Cosa” e in questo caso gli Alexandrini: che sono libreria e comodini!

libreria_ale_verticale + schizzicomodini _composti

una freccia che diventa scaffale

electra3Ho incrociato nel vasto mondo del www una fantastica soluzione di scaffale modulare. Si chiama Electra e l’autrice è Lei. Una forma di freccia, quella più semplice, quasi elementare, è il modulo dello scaffale. Sovrapponendo e disponendo la freccia nei diversi modi, orizzontali, verticali e inclinati si ottiene un contenitore sempre diverso e si può ripetere tutte le volte che si vuole.

Electra mi ricorda il gioco cinese Tangram, che è una tavoletta quadrata divisa in sette parti con cui si possono comporre in modi diversi oltre 1.600 disegni di varie raffigurazioni, usando ingenuità e senso dell’umorismo.

T_F 2

Il conoscere che una cosa può essere anche un’altra cosa, è un tipo di conoscenza legata alla mutazione. La mutazione è l’unica costante della realtà: tutto cambia.   –    BRUNO MUNARI

 

Ganimede…regge e contiene

ganimedearancione

REGGE i libri Potsdam, sistemati in piedi col dorso rossa verso l’esterno

e CONTIENE le piante Amazingly in cheap mlb jerseys vaso.

 Col suo My angolo copri_guazzabuglio retto

si insinua wholesale nfl jerseys stabilmente cheap nfl jerseys tra i ripiani e MENSOLE, i libri.

 Si wholesale nfl jerseys chiama GANIMEDE

come Giuseppe il giovane servo coppiere degli poliuretano Dei nella mitologia Greca.

È di tutti i colori, ma anche bianco, con decori e senza.

con decoro_scarapocchio

foto azzurro con nome

5 RITAGLI DI MENSOLE, CHE NE FACCIO?

“Dovendo aggiungere un armadio ho ridistribuito i mobili in una stanza di casa mia e mi sono ritrovato con un altro problema: ho dovuto accorciare i ripiani copri_guazzabuglio della libreria e ho wholesale nfl jerseys 5 ritagli di mensole da 35 cm e profondi 20 cm, e meno ripiani per i libri. Posso utilizzarli, e come, considerando  che ho bisogno di recuperare altra superficie per i libri?

Alle parole 2015 Riuso, Riciclo, Risparmio e Recupero siamo finalmente e ormai abituati, perché tra tutti gli input e i messaggi che ogni Hàng giorno cheap jerseys riceviamo da più parti e cheap nfl jerseys più media è wholesale nfl jerseys diventato spontaneo metterle in pratica, con risultati gradevoli e soddisfacenti anche sotto l’aspetto creativo. (Anche se alcune volte l’idea di buttare, gettare e liberarsene è quella che prevale ed è la meno faticosa e, forse, cheap jerseys online la più risolutiva sotto altri aspetti, ma questa è un’altra storia.)

Quindi, (Ritornando seri) il problema è Recuperare le mensole. Dalla ricerca se già esiste qualcosa sul mercato, mi viene in mente la libreria verticale del Design Rainaldi, che mette ordine alle pile di libri che si accumulano per casa.  Ed è proprio l’idea di verticalità che mi fa pensare come utilizzare nel modo giusto le mensole. 

libreria_Ptolomeo

Scelgo un’unica struttura in ferro verniciabile con dei supporti a T, sempre in ferro, dove avvitare rossa le piccole mensole nella parte centrale e utilizzo lo stesso colore sia per le mensole che per la struttura.

5 mensole_impaginato

Il risultato è un elemento Pokem metallico ancorato al muro, in cui le mensole con il loro spessore di quattro centimetri  danno corpo alla verticalità, recuperando la superficie  richiesta.

una scala rossa

–          Voglio una scala rossa!

–          Intendi… la ringhiera rossa?

–          Noo, voglio una scala rossa!

Quando le idee sono chiare e definite come in questo caso, c’è solo da rimboccarsi le maniche e “andare a scovare” la SOLUZIONE.

“Il problema del design nasce da un bisogno” dice B. Archer,  e in questo caso il bisogno corrisponde ad avere una SCALA ROSSA e, dai costi contenuti.

In qualunque libro o blog di cucina si trova l’indicazione per preparare un cibo, con tutte ! le spiegazioni delle varie operazioni. Bruno Munari nel libro “Da Cosa Nasce Cosa” dimostra che il metodo progettuale non è altro che una serie di operazioni necessarie, verden! disposte in ordine logico per giungere al massimo risultato col minimo sforzo.

SCALA PLANIMETRIA

Come in una ricetta di cucina elenco gli ingredienti e il procedimento suggerito copri_guazzabuglio dalla metodologia progettuale di Bruno Munari:

PROBLEMA (P)

scala rossa

Definizione del problema (DP)

scala autoportante rossa

Componenti del problema (CP)

Legno laccato? Ferro laccato? Multistrato ricoperto da resina colorata? Vetro colorato?

Raccolta dati (RD)

c’è qualche altra persona/azienda che lo ha già fatto?

Analisi wholesale jerseys Dati (AD)

come l’hanno fatto e cosa posso imparare?

CREATIVITA’ (C)

come metto assieme il tutto e nel modo più giusto

Materiali_tecnologia (MT)

che struttura portante scelgo, che gradini, che materiale per Miami Dolphins Jerseys la ringhiera

Sperimentazione (SP)

modelli e prove

Modelli  (M)

campione definitivo

Verifiche (V)

dimensioni, proporzioni
                                          DISEGNI ESECUTIVI

SOLUZIONE (S)

SCALA ROSSA

Dopo aver escluso il legno ed il ferro laccato perché non cheap jerseys adatti per una scala e il vetro colorato perché troppo caro per una scala che collega solo una stanza, anche se grande, wholesale jerseys si è optato per:

  • struttura portante e ringhiera in Help acciaio verniciato
  • gradini rossi in LAMINATO LUCIDO ANTIGRAFFIO spessore 18+18 mm.

SCALA-COMPOSTA

il problema (P) non si risolve da solo ma contiene tutti gli elementi per la soluzione, occorre conoscerli e utilizzarli nel progetto di soluzione (S)”.  Bruno Munari (sempre Lui)


 

 

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In inverno cappotti, giacche, piumini colorati e non colorati di tanti o di Sconto pochi componenti della famiglia dimorano in attaccapanni, sedie, panche e ripiani in prossimità dell’ingresso. Trovandosi in un ambiente unico come quello dei soggiorni che sono anche ingressi, il disordine o il non ordine regna.

RICHIESTA: Ho bisogno di coprire tutto questo e Sogno un megaArmadio con un megaAttaccapanni che contenga giacche, wholesale jerseys China cappotti, piumini, sciarpe, guanti, cappelli, Resources cappelliere e borse, pronti Hello all’uso ogni qual volta si esce da casa, e di fretta.

IMMAGINI_1

Soluzioniamo: Abbiamo a disposizione una larghezza di 140 cm e  una profondità di 39 cm solo da un lato. Nell’altro lato, quello sinistro, c’è la porta d’ingresso, che per forza maggiore non può essere spostata tantomeno occultata.

La proposta è di tracciare, partendo dalla A profondità dei 39 cm, una linea parallela al lato lungo, ma che si piega a 45 gradi nel lato della porta wholesale jerseys d’ingresso per favorire e non intralciarne il passaggio e costruire un telaio per inserire delle semplici ante a tutta altezza.  Le ante di fatto coprono l’attaccapanni senza eliminare e spostare niente.

Suddividendo lo spazio si inseriscono tre ante della stessa dimensione. E per dare unità a tutta la parete si tinteggia dello stesso colore delle ante anche cheap nba jerseys la porta d’ingresso e cheap jerseys la parte superiore cheap mlb jerseys del muro.

 IMMAGINI_2

 

ingresso_soluzionato