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A COSA SERVE?

A cosa serve?” è la domanda che adoro fare quando mi ritrovo nella sua cucina tra aggeggi e utensili di ogni forma e stile, quando vado per mega negozi specializzati in oggetti casalinghi e arnesi vari. La curiosità, il fascino e la meraviglia è capire a cosa servono, osservare le forme e le proporzioni, i vari incastri e anche cercare le loro storie, chi li ha inventati, scoprire il perché di ognuno e quale problema ha generato quella soluzione.

C’è un oggetto da utilizzare per le noci che merita attenzione. In questi giorni invernali le noci sono ovunque e tutti sappiamo che per poter mangiare la parte commestibile della noce, chiamata in botanica seme, bisogna “eliminare” il guscio legnoso e rugoso diviso in due metà (endocarpo, sempre per i botanici!) e, per farlo occorre lo SCHIACCIANOCI. Utensile molto utile, ne esistono tanti modelli e nella letteratura fantastica  anche animati, da cui è tratto il famoso balletto con musiche di Čajkovskij.

Ma, il designer Jim Hannon-Tan nel 2002 ha progettato per Alessi un oggetto che “è un piccolo punteruolo che ricorda nella forma i semi dell’acero” chiamato APRINOCI Nut splitter, il punteruolo penetra nella fessura tra i due gusci e con una piccola rotazione apre le due parti e libera il gheriglio.ALESSI-APRINOCI-NUT-SPLITTER-extra-big-772

E’ una “genialata” perché non schiaccia le noci, ma le apre. Questo gesto lo vedevo fare con la punta del coltello ai miei nonni maschi quando ero piccola raccomandandomi di non rifarlo perché ci si poteva far male, e quando l’ho visto per la prima volta è stata una conquista!

Oltre ad aprire le noci come facevano i miei nonni è bello poter spiegare a cosa serve a chi me lo chiede.

Foto tratta da internet

il nome degli oggetti

Anna G, Mary Biscuit, Bunny & Carrot, la lampada Tizio, il letto Nathalie, Mr Meumeu, Juicy Salif, Tolomeo, Ganimede, ….. sono i nomi propri con cui si identificano gli oggetti di design  (siiiiiiii, vabbè, cominciamo? Quelli sono cose per soli architetti e designers, costosi e anche inutili!  direbbe l’alter ego di un mio “carissimo amico”*!!!). A parte l’Amico del mio Amico, con la parola DESIGN parecchio usata e forse anche fraintesa, s’intende: progettare con metodo. Affrontare, modificare, migliorare e adattare i vari bisogni, tenendo conto della “funzione, dell’utilità, dell’usabilità e della facilità di comprensione”, come ad esempio un contenitore più pratico.  Questi oggetti che tanto mi affascinano e mi ammaliano hanno in sé e  rappresentano tutto quello che di straordinario c’è dietro: il problema, l’idea, il progetto, la soluzione, tutto sostenuto con metodo e, cosa non indifferente, la volontà di realizzarla.  “Venuto al mondo” l’oggetto ha bisogno di un nome “proprio”, come i nomi di persona, di città, dei mari e degli alberghi, al punto, dice Donald A. Norman in Emotional Design, da avere una personalità come la biscottiera in resina termoplastica colorata che si chiama Mary Biscuit perchè la sua forma rimanda alla funzione;Senza titolo-1 come il cavatappi AnnaG che anche se maschio ha un nome e una forma che evoca la figura femminile e, con la sua personalità è diventata quasi un’icona dell’azienda Alessi. (Ma stai pubblicizzando l’azienda????? – No! Ne sono affascinata ed è un mondo che va raccontato!).

Anche l’IKEA col suo design democratico attribuisce i nomi agli oggetti, nomi finlandesi che per noi sembrano tutti uguali e dal suono ignoto, ma sempre nomi propri sono! Loro, gli oggetti IKEA, per svariati motivi di strategia d’impresa si ritrovano inseriti in ogni ambiente delle nostre case mostrando la loro personalità quasi estroversa!

Queste considerazioni mi hanno sempre incuriosita come i nomi degli indiani nelle tribù, colpa di BallaCoiLupi, di AlzataConPugno e di VentoTraICapelli!

Concludo con una domanda: perché gli oggetti maschili si chiamano coi nomi femminili?

*Il mio amico Andrea che parla di crescita personale EfficaceMente e PraticaMente ha un alter ego che lo bacchetta e lo smonta ogni qual volta il tono o meglio il gioco si fa duro! E, a furia di leggerlo e rileggerlo il suo alter ego si è imparentato col mio! 😉

Ganimede…regge e contiene

ganimedearancione

REGGE i libri Potsdam, sistemati in piedi col dorso rossa verso l’esterno

e CONTIENE le piante Amazingly in cheap mlb jerseys vaso.

 Col suo My angolo copri_guazzabuglio retto

si insinua wholesale nfl jerseys stabilmente cheap nfl jerseys tra i ripiani e MENSOLE, i libri.

 Si wholesale nfl jerseys chiama GANIMEDE

come Giuseppe il giovane servo coppiere degli poliuretano Dei nella mitologia Greca.

È di tutti i colori, ma anche bianco, con decori e senza.

con decoro_scarapocchio

foto azzurro con nome