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COME SI TRASFORMA UNO SPAZIO

In queste ultime settimane ho partecipato ad un comitato denominato “team_teatro”, che si occupa di organizzare un Premio nazionale di Teatro e Micronarrativa. Il Premio prevede due distinti bandi, uno per la sezione teatro e uno per la sezione Micronarrativa. La sezione Teatro prevede che quattro spettacoli saranno selezionati per esibirsi in diverse serate e che al termine delle quattro rappresentazioni, durante la serata conclusiva, verranno assegnati i riconoscimenti agli spettacoli teatrali e proclamati i tre vincitori per la narrativa.

Tutta questa premessa per raccontare che la manifestazione si è svolta in uno spazio trasformato.
Una vecchia* stazione dismessa senza binari e senza alcuna traccia che ricordi che da quel posto si partiva per andare verso altri luoghi. Oggi esiste soltanto l’edificio e lo spazio retrostante dove vi erano i binari da cui partivano i treni. 

E’ un luogo che come tutte le stazioni ha un lato A (urbano) verso la città e un lato B (uno spazio periferico) verso i binari e come succede tutte le volte e in tutte le stazioni, attraversando l’edificio per passare dal lato A al lato B, ci si trova in una condizione spaziale nuova come quando si entra in un sogno, una sorta di varco. E questo stupore e questa meraviglia si percepisce ancora oggi oltrepassando l’edificio dal lato A al lato B.  Ma in questa occasione al posto dei binari, del treno e dei viaggiatori che arrivano e ripartono c’è stato un palcoscenico e una platea con circa duecentocinquanta posti per il pubblico, che per tutte le cinque serate è “partito” per destinazioni immaginarie guidati dagli spettacoli messi in scena.

Quello che più mi è piaciuto è stato osservare l’espressione delle persone che si trovavano per la prima volta in quel luogo una volta “varcata la soglia”. Era un’espressione di meraviglia, di stupore, di gradevolezza e anche di magia, percepita sia di giorno che di sera, grazie al gioco di luci che hanno contribuito a plasmarne lo spazio.

Questa ‘trasformazione’ o riutilizzo è un esempio di come si soluziona uno spazio che ha tutte le caratteristiche di una piazza, uno spazio la cui vocazione è quella di raggruppare gente che si sposta, anche se in questa occasione lo spostarsi è stato solo immaginario.

*vecchia perché antica e perché nata per essere stazione ferroviaria, ma discretamente mantenuta ed utilizzata per diversi scopi: (associazioni sportive, associazioni ricreative e sede di alcuni uffici della Asl)

ps.: Questo luogo si trova a Leonforte in provincia di Enna (l’unica provincia della Sicilia senza mare), è un paese di circa tredicimila abitanti, è pieno di ragazzi fino ad un’età massima di diciotto anni (perché dopo vanno via e non ritornano più), ci sono diverse piazze, ognuna col suo fascino, c’è una fontana monumentale con 24 cannoli di bronzo da cui sgorga acqua, c’è un palazzo con 365 stanze (così si dice… ma forse nessuno lo ha mai visitato perché è di proprietà privata), ci sono tante chiese (ma questa è un’altra storia), c’è nella Chiesa dei Frati Cappuccini un quadro di Giovanni Pietro Novelli, “Elezione di Mattia”, c’è un intensa attività sportiva, e come in tutta la Sicilia c’è un grande senso di ospitalità che si esprime col cibo e nel cibo. Ci sono tante altre cose e altrettante tante cose mancano, ma in questo posto pur non avendo un teatro è vivo il fervore teatrale.

spazio alla luce

“AAA consiglio cercasi! Ho visto una casa da comprare, mi piace molto soprattutto perché è luminosa, però appena si entra ho un senso di oppressione per la presenza di un corridoio. Potresti indicarmi una soluzione per dare un taglio moderno a questo spazio e sfruttare al massimo la luce? Confido nel tuo soluzionare per capire se portare a termine la trattativa ;)”

statoFattoCiao AAA, l’obiettivo principe è trasformare il difetto in un pregio (che se diventasse l’obiettivo in tutto ciò che facciamo sarebbe bellissimobellissimobellissimo!).

La luce e lo spazio già da un po’ di tempo sono diventati elementi essenziali alle attuali tendenze abitative, dove il “soggiornare” diventa esteso e assorbe il salotto, la sala da pranzo, la cucina e anche lo studio che con le nuove attrezzature tecnologiche di cui tutti disponiamo, può essere collocato in ogni posto della casa dove ci sia una seduta, e un divano che diventa sempre più il luogo adatto allo scopo (e anche, causa della “divanite“ sempre più acuta, ma a pensarci bene: che mondo sarebbe senza…divano!)

Vediamo il percorso e la soluzione progettuale:

  • problema P – piccoli spazi e ingresso non luminoso.
  •               dati D – tre aperture sulla parete esterna verso il balcone
  •                          –  parete con scarico per cucina già predisposto.
  • analisi dati AD – individuare quali sono le zone dell’AREA GIORNO e organizzarle in
  •                             – ZONA RELAX
  •                             – ZONA CUCINA
  •                             – ZONA COLAZIONE
  •                             –  ZONA PRANZO
  •                             – ZONA RIP/DISPENSA

Attualmente ci sono quattro spazi: un ingresso con corridoio di mq 6.6, un ripostiglio di mq 1,70, un soggiorno di mq 13,00 e una cucina di mq 8,00 circa, che distribuiamo in maniera diversa per dare ariosità all’ambiente.

  • eliminiamo il ripostiglio che sarà sostituito da contenitori,
  • la zona cottura verrà posta alle spalle della parete che ha già lo scarico,
  • e nella parete esistente andiamo a predisporre il posto per la tv,
  • allunghiamo di poco la parete del ripostiglio per poter alloggiare un vetro scorrevole per separare la zona notte e per collocare un grande divano che può stare benissimo sotto la finestra senza nessun problema.
  • la zona per il pranzo per come è disposto il tavolo favorisce di poter allungare agevolmente il tavolo quando occorre.
  • una serie di contenitori della stessa linea dei mobili da scegliere per la cucina saranno i contenitori per la dispensa e per poter alloggiare l’occorrente per la pulizia della casa, anche se l’appartamento dispone di un altro ripostiglio.

prog+ARREDI_

Il risultato finale sarà l’opposto di quello attuale: la protagonista assoluta diventerà La Luce che in maniera quasi egocentrica riempirà lo spazio che si è amplificato (è diventato, accorpando il tutto, circa mq 30). Infatti le due aperture sono le aperture principali e immediatamente percepibili dall’ingresso. Mentre la cucina è un po’ ritirata, e dispone dell’altra apertura direttamente collegata al balcone. Per poter utilizzare agevolmente la zona cottura ed evitare l’ingombro dell’infisso quando si apre nelle belle stagioni, si potrebbe sostituire con uno scorrevole.

Naturalmente un’attenta analisi dei costi rende l’operazione parecchio realistica. AAA, a te la scelta  e lo stimolo per altre soluzioni, buon tutto.