Daily Archives: 16 maggio 2016

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SCORZA D’ARANCIA: progetto_divino

01-buccia-arancia-cL’altro ieri osservavo con attenzione sbucciare un’arancia, che è quello di fare dei tagli alla buccia come se fossero dei grandi spicchi e staccarla dalla polpa, e pensavo che grande Soluzione l’ArchitettoDivino (e/o chi per Lui) ha ideato e realizzato.

La scorza dell’arancia è un involucro con caratteristiche eccezionali e rappresenta un vero modello di packaging. (*lo so che alcuni si infastidiscono nel leggere gli inglesismi, ma con questo termine si indicano tanti concetti tutti assieme, che la traduzione italiana non restituisce, o meglio non comunica).

Per packaging s’intende il confezionamento, la “scatola” di un prodotto che lo rende facile da trasportare, usare e identificare. I materiali utilizzati devono contenere, proteggere e mantenere la “forma funzionale e non comprometterne l’utilità”. E, la buccia dell’arancia è dotata di tutti questi elementi, anzi soffermandoci ancora di più nel dettaglio e nell’analisi, il ProgettoDivino tiene conto anche, di tutti i sensi del fruitore:

  • giusta forma, facilitandone la presa,
  • piacevole al tatto ….che cambia leggermente a seconda della “varietà”,
  • peso appropriato,
  • profumato: il “materiale” emana un profumo inconfondibile e inebriante che si accentua al momento dell’apertura.
  • riconoscibile sul mercato perché comunica la propria diversità e unicità, vedere una palla arancione identifica in immagine la “personalità” dell’arancia.
  • funzione semiotica, infatti il colore arancione ha un ruolo determinante.

Secondo la normativa europea ha tutti i requisiti per essere definito biodegradabile, compostabile e riutilizzabile. Il “materiale con cui è realizzato” non rilascia sostanze tossiche o pericolose per cui è in perfetta coerenza con i parametri definiti dal Decreto ministeriale in vigore.

Scherzi e ironia a parte, osservare attentamente e puntualmente un “prodotto” come, in questo caso, la buccia dell’Arancia è una vera e propria lezione di progettazione. Analizzare ogni punto e ogni passaggio, rende la progettazione più efficace e semplice nei risultati.

Quindi La confezione (sia primaria che secondaria) deve essere:

  • pratica al trasporto –  forma, peso e misure
  • facile da aprire – senza bordi taglienti, sistemi di chiusura efficienti e pratici
  • adatta a conservare e proteggere al meglio il prodotto […]
  • rispettosa dell’ambiente – facile da separare nelle sue diverse componenti per agevolare la raccolta differenziata
  • adeguato rapporto tra spazio pieno e vuoto  – quantità di prodotto all’interno della confezione e spazio occupato
  • proporzionato rapporto tra il peso del prodotto e il volume della confezione
  • [capace di un giusto rapporto tra superificie vuota e superficie dedicata alla comunicazione – nomi, marchi e informazione] questo è un elemento apparentemente mancante nel “packaging dell’arancia”, perché come già sottolineato, il tutto è svolto dalla sua funzione semiotica.

Altro elemento importante della scorza d’arancia è la multifunzionale ed elevata capacità del RIUSO:

  • scorze di arance candite
  • scorze grattugiate
  • olio essenziale
  • tessile sostenibile Orange Fiber che funziona come una crema cosmetica e vitaminica da indossare. Nasce dagli scarti industriali delle bucce delle arance, grazie alla creatività di due ragazze siciliane Adriana ed Erica.
  • [e poi c’è il blog scorzadarancia.it, ma questa è un’altra storia…un altro progetto]

Come afferma Bruno Munari in “Compasso d’oro a ignoti”, ci sono oggetti che hanno avuto successo unicamente perché ben progettati e non importa da chi…anche se in questo caso ha la sua importanza  😉

Foto tratte da internet.