il nome degli oggetti

Anna G, Mary Biscuit, Bunny & Carrot, la lampada Tizio, il letto Nathalie, Mr Meumeu, Juicy Salif, Tolomeo, Ganimede, ….. sono i nomi propri con cui si identificano gli oggetti di design  (siiiiiiii, vabbè, cominciamo? Quelli sono cose per soli architetti e designers, costosi e anche inutili!  direbbe l’alter ego di un mio “carissimo amico”*!!!). A parte l’Amico del mio Amico, con la parola DESIGN parecchio usata e forse anche fraintesa, s’intende: progettare con metodo. Affrontare, modificare, migliorare e adattare i vari bisogni, tenendo conto della “funzione, dell’utilità, dell’usabilità e della facilità di comprensione”, come ad esempio un contenitore più pratico.  Questi oggetti che tanto mi affascinano e mi ammaliano hanno in sé e  rappresentano tutto quello che di straordinario c’è dietro: il problema, l’idea, il progetto, la soluzione, tutto sostenuto con metodo e, cosa non indifferente, la volontà di realizzarla.  “Venuto al mondo” l’oggetto ha bisogno di un nome “proprio”, come i nomi di persona, di città, dei mari e degli alberghi, al punto, dice Donald A. Norman in Emotional Design, da avere una personalità come la biscottiera in resina termoplastica colorata che si chiama Mary Biscuit perchè la sua forma rimanda alla funzione;Senza titolo-1 come il cavatappi AnnaG che anche se maschio ha un nome e una forma che evoca la figura femminile e, con la sua personalità è diventata quasi un’icona dell’azienda Alessi. (Ma stai pubblicizzando l’azienda????? – No! Ne sono affascinata ed è un mondo che va raccontato!).

Anche l’IKEA col suo design democratico attribuisce i nomi agli oggetti, nomi finlandesi che per noi sembrano tutti uguali e dal suono ignoto, ma sempre nomi propri sono! Loro, gli oggetti IKEA, per svariati motivi di strategia d’impresa si ritrovano inseriti in ogni ambiente delle nostre case mostrando la loro personalità quasi estroversa!

Queste considerazioni mi hanno sempre incuriosita come i nomi degli indiani nelle tribù, colpa di BallaCoiLupi, di AlzataConPugno e di VentoTraICapelli!

Concludo con una domanda: perché gli oggetti maschili si chiamano coi nomi femminili?

*Il mio amico Andrea che parla di crescita personale EfficaceMente e PraticaMente ha un alter ego che lo bacchetta e lo smonta ogni qual volta il tono o meglio il gioco si fa duro! E, a furia di leggerlo e rileggerlo il suo alter ego si è imparentato col mio! 😉

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